“Ha sete di Te, Signore, l’anima mia”. (Sal 62, 2)

Coraggio, preghiera e bellezza: una sola cosa!

Carissime famiglie,

non c’è migliore conclusione dell’anno pastorale che quella di riflettere sulla preghiera, eccellente antidoto al vuoto che tante volte possiamo percepire nelle nostre esistenze.

Essa riempie quegli spazi che spesso possono essere occupati da “ospiti” indesiderati, quali ire, antipatie a vita, rancori, risentimenti, apatie, dipendenze (alcool, droga, sesso, azzardo).

Ecco, allora, che la preghiera si presenta come il grande segreto per la trasformazione dei nostri cuori. Se la scienza (in particolare la psicologia, la psichiatria) cerca di affrontare i disagi della mente, solo la preghiera profonda, che va oltre gli schematismi, fa sentire il mormorio delle sorgenti interiori e porta ad armonizzare e a trasformare lentamente e costantemente le profondità delle nostre anime.

La preghiera è come la goccia che scava la roccia delle nostre durezze e rigidità, di quell’essere come dei robot che i poteri marci vorrebbero che fossimo sempre di più.

Per vivere questa bellezza della preghiera, allora ci vuole coraggio.
Il coraggio di fermarsi e di accorgersi che le troppe cose da fare diventano come zanzare fastidiose; il coraggio di scoprire i tanti frastuoni interiori: a’ guerra n’capa’. Forte è la parola di Gesù che comanda ai venti e al mare in tempesta: “Calma, tacete!” (cfr Mc 4,39). La preghiera mette appunto ordine tra mente e cuore.

Un augurio: che possiamo trovare il coraggio di entrare nell’intimo di noi stessi, iniziando a dedicare anche soli 5 minuti, con impegno e costanza, alla preghiera, offrendo all’Amore bello e passionale di Dio tutto noi stessi!
Il coraggio della preghiera si trasforma in bellezza della fede che armonizza tutte le cose.

Auguri benedicenti!

diacono Gianluigi, p. Giorgio e p. Albert

Comunicazioni di p.Giorgio