Andate in tutto il mondo

Battezzati e inviati…

Carissimi fratelli e sorelle,

ottobre è sempre stato un mese speciale perché, tradizionalmente, tanti missionari riprendono il loro cammino di evangelizzazione nel mondo.

Anche per noi il mese di ottobre è importante, essendo tutti missionari. Missionari perché battezzati ed inviati a evangelizzare con la Parola e la testimonianza di vita. Siamo missionari perché immersi nell’Amore di Dio. Che grande dono!

Come portare questo annuncio di vita agli altri? Come testimoniare questo fuoco d’amore che Dio ha messo in noi? Ricordiamoci che noi siamo parte di un tutto e formiamo insieme il Corpo di Cristo nel nostro territorio: ogni cristiano può diventare una piccola luce per gli altri.

Noi non siamo chiamati dal Signore ad essere degli agitatori sociali, degli affabulatori o dei venditori di parole che devono “piazzare” le loro mercanzie. Siamo chiamati a seguire Cristo nel mondo di oggi e a trovare INSIEME, in base alle nostre possibilità, qualche soluzione per alleviare angosce, pesi e dolori della nostra gente.

La preghiera che alimenta questo fuoco d’Amore che tutti indistintamente abbiamo, ci porti per tutto l’anno a vivere un’esperienza speciale di missione all’interno delle nostre case, nei condomini, nel nostro territorio. Abbiamo bisogno di riscoprire, con uno sguardo più attento, la realtà variegata delle nostre famiglie con un’attenzione alle varie fasce di età: bambini, giovani, adulti, anziani. Infine, non possiamo trascurare la nostra Madre Terra ancora considerata come oggetto di consumo e non un organismo vivente da custodire nelle sue fonti di vita essenziali, quali l’aria, il cibo, l’acqua, la vegetazione… In un sinodo speciale dedicato all’Amazzonia, voluto da papa Francesco, si rifletterà su come acquisire una nuova forma di spiritualità e di rispetto per il creato e le sue creature.

Camminiamo uniti e un abbraccio benedicente a tutti.

p. Giorgio, p. Albert, diaconi Gianluigi e Maurizio insieme all’équipe pastorale

E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo con molte membra” (cfr. 1Cor 4, 13-14)

Carissimi fratelli e sorelle,

il Corpo di Cristo è la realtà di tutti i battezzati che formano la Chiesa, prolungamento di Cristo nel tempo e nello spazio.

Quando diciamo Chiesa cattolica vogliamo intendere proprio questo Corpo di Cristo che da 2000 anni, su invito del Cristo stesso, vive la propria fede nel territorio, nel mondo intero:

“Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,  insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 19-20).

La vera fede va di inizio in inizio, non è mai completa ma cresce continuamente come la pasta con il lievito e va di pari passo con la testimonianza della propria vita che deve diventare sempre più credibile e significativa in una società che, mancando appunto di testimoni, ha difficoltà a stare insieme, risulta frammentata, divisa da frange di razzismo, di discordia, di intolleranza, di discriminazione, di pregiudizio.

Affinché la fede sia sempre più visibile ed efficace, il popolo del Sacro Cuore, Corpo di Cristo, farà quest’anno l’esperienza di un Sinodo parrocchiale: alla luce della Parola di Dio, si confronterà e affronterà problematiche diverse relative ai giovani, agli anziani, alle famiglie, alla vita nei condomini, alla vita in parrocchia con gli occhi e il cuore costantemente rivolti all’uomo, ai suoi bisogni e alle sue necessità.

“Sinodo” indica un popolo in cammino che non vuole fermarsi di fronte alle difficoltà, attento all’ispirazione dello Spirito Santo che aiuta a superare gli ostacoli e i limiti di ciascuno perché tutto il Corpo possa crescere armoniosamente.

Augurando a tutti un buon cammino nella gioia e nella benedizione del Papà celeste, vi lascio un primo, importante appuntamento: domenica 13 ottobre sarà con noi il vescovo ausiliare di Napoli, G. Acampa per la celebrazione comunitaria di inizio d’anno, nella quale benedirà la Comunità che si appresta ad affrontare l’importante anno sinodale!

Un abbraccio benedicente a tutti.

p. Giorgio, p. Albert, diaconi Gianluigi e Maurizio insieme all’équipe pastorale

Alla luce di tutto ciò, vi proponiamo di remare insieme nella stessa direzione guidati dalla speranza vera che è Gesù; così, a seconda dell’età e delle esigenze, potrete essere indirizzati per il “giusto cammino” che avrà lo scopo di comunicare, con il linguaggio più appropriato, il messaggio antico e sempre nuovo della fede cristiana.

  • Bambini per il cammino triennale di preparazione al primo incontro con Gesù: adesioni mar. 24/9 alle 17.30 (per il terzo anno) al Sacro Cuore e dom. 29/9 dopo la celebrazione delle 10.15 alle Carmelitane (per il primo e secondo anno) .
  • Ragazzi delle scuole medie (Gruppo “Cuore”).
  • Ragazzi delle scuole superiori per il cammino della Cresima.
  • Giovani (fino a 30 anni), in vista del sacramento della Cresima.
  • Coppie giovani e meno giovani in preparazione al Matrimonio cristiano.
  • per Genitori in preparazione al dono del Battesimo ai figli.
  • per Adulti e Famiglie.
  • Per Fratelli e Sorelle anziani, Nonni e Nonne.

"Sappiate questo, fratelli miei carissimi: che ogni uomo sia pronto ad ascoltare e lento a parlare”. (Gc 1, 19)

Ascoltare è capire!

Carissime famiglie,

quante volte, incontrando gli altri, abbiamo sentito o affermato ”stamm’a’ sentì!”, volendo intendere “fai quello che ti chiedo”. Ma la comunicazione non consiste in questo! La comunicazione non si fonda su nostri pensieri o preconcetti o, anche, su risposte già confezionate dalla nostra mente! Piuttosto una comunicazione efficace si fonda su un indispensabile punto di partenza: ascoltare e capire ciò che l’altro vuole dirci.

Gesù è un comunicatore perfetto perché ha saputo ascoltare profondamente l’altro, anche quando non parlava. Perché si comunica anche col silenzio e con tutto ciò che si è, con tutto se stessi.

Gesù ha saputo ascoltare tutti, amici e avversari, ad un livello così profondo da riuscire a immedesimarsi nella condizione esistenziale di ogni persona. Credo che Gesù abbia appreso quest’arte divina dell’accoglienza dell’altro nella sua famiglia a Nazaret e alla scuola della Parola di Dio che ascoltava di sabato in sabato in sinagoga. Sulla scia di Gesù e di Maria, sua madre, donna dell’ascolto, occorre iniziare a sperimentare la possibilità di un ascolto attento, capace di comprendere le situazioni dell’altro e di colmare quella distanza che ci viene dall’ignorare ciò che porta nel cuore: difficoltà, sofferenze, tensioni, scelte impegnative da affrontare. Così, finalmente, potremo passare dal “sentire” all’ “ascoltare”, ossia al cogliere pienamente il messaggio altrui, un messaggio vero e autentico, “nudo e crudo”, cioè libero da contaminazioni, pregiudizi o manipolazioni.

Come fare per sperimentare la freschezza di una comunicazione del cuore dell’altro e recepirla nella sua verità?

Occorre sviluppare la semplicità e l’innocenza del cuore. E questo avviene per conquiste sul campo, con tentativi continui, con l’impegno costante e con la volontà di iniziare daccapo. Se un proverbio recita: “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, noi possiamo ben affermare che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il cominciare”. Di inizio in inizio si snoda la nostra vita di relazione e di ascolto dell’altro.

Il mese di maggio, dedicato a Maria che ascolta prontamente la Parola del Padre, sia il mese in cui scegliamo di riflettere e capire bene qualche messaggio che ci viene dagli altri, vuoi che siano familiari, amici o nemici. Una semplice predisposizione del cuore e un impegno che nasce da una scelta della volontà, può fare miracoli. Che sia la volta giusta!

Auguri di un buon ascolto vivificante e seminatore di serenità intorno a noi.

Vieni Spirito santo, Spirito che genera cuori nuovi e relazioni sane. Amen.

p. Giorgio, p. Albert, diacono Gianluigi e l’équipe pastorale

Io sono la via, la verità, la vita”. (Gv 14, 6)

A caccia della Verità!

Carissimi/e,

in un mondo di fake news e di relativismo etico diffuso, ognuno di noi ha bisogno di diventare un “cercatore di verità”. Oggi questa ricerca sembra un’impresa difficile! “Nunn'è 'tutt' oro chello che luce”, recita la saggezza napoletana.

Quante volte la menzogna, presentandosi come verità, lascia successivamente solo amarezza e delusione. L’apostolo Paolo afferma: “Ciò non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo della luce” (2Cor 11,14).

Come uomini e, ancor più, come cristiani, abbiamo bisogno assolutamente di assimilare il modo in cui Gesù ha approcciato la vita e le cose autentiche di essa.

Solo Lui, infatti, può rivelare l’interiorità dell’uomo ad ogni uomo; solo Lui può far conoscere le profondità di ogni cuore e la Vocazione di ciascuno alla vita, all’amore, alla pace. Solo Lui può farci assaporare il senso della vita!

È Cristo che ci rivela il disegno meraviglioso del Padre celeste per l’umanità, per la terra e per tutto il creato. È Lui che ci porta a prenderci cura di esso rigettando quella “cultura dello scarto” che causa povertà, miseria e distruzione della madre Terra (cfr. Papa Francesco, Laudato si’).

Pilato nel processo-farsa ha di fronte a lui l’innocente Gesù. Gli chiede: “Cos’è la verità?”. Egli, in fondo, pur percependola, la respinge, la allontana da sé e, consapevole della menzogna, si piega ad una scelta di morte per ingraziarsi la folla. Oggi lo chiameremmo “populismo”. La domanda di Pilato rimane ancora attuale per noi: cosa scegliamo? Da che parte vogliamo stare?

La ricerca delle cose vere della vita potrà farsi strada in noi e condurci a scelte giuste se ci lasciamo illuminare dalla luce della Parola di Dio e se accogliamo l’antica saggezza della Chiesa fatta di confronto e accompagnamento spirituale costante. Solo così riusciremo a sgamare falsità e affabulazioni mediatiche e non.

Vieni Spirito santo, donaci un cuore nuovo, aperto a ciò che è vero, buono e bello. “Donaci il culto della Verità, la gioia dell’amicizia, l’ansia della santità”, Amen.

p. Giorgio, p. Albert, diacono Gianluigi e l’équipe pastorale

                           “Se sarete quello che dovete essere, incendierete il mondo!”.(Giovanni Paolo II riprendendo S. Caterina da Siena)

Bruciati dal fuoco d’Amore!

Carissime famiglie,

scriveva p. Davide M. Turoldo, poeta, generoso sacerdote friulano: ”Donaci o Signore un cuore in fiamme”. La festa di Pasqua è tendere verso un cuore nuovo che rende bella la vita degli altri.

La notte tra il sabato santo e la domenica di Pasqua la Chiesa sparsa nel mondo, celebra la Veglia pasquale. Ciò che mi colpisce di questa celebrazione è il gioco delle luci. Stupendo il passaggio del Cero grande, che rappresenta la luce di Cristo nella notte del mondo, dal quale vengono generate piccole fiammelle che rappresentano la nostra vita alimentata dalla Pasqua che è Lui.

Mirabile il passaggio dal buio della notte del male, dell’odio, del peccato, alle piccole luci poste tra le nostre mani, che illuminano progressivamente all’avanzare del grande cero della Pasqua, la chiesa per intero.

Il segreto è tutto lì: attingere al fuoco “energizzante” del messaggio evangelico che brucia impurità e male e dona carica di vita.

La Pasqua è sperimentare l’importanza, senza fermarsi e mettere i remi in barca, di continuare il proprio cammino, come Gesù che non si è mai tirato indietro.

Una malattia di oggi invece, sembra essere l’apatia che blocca e demotiva. Tanti si chiedono se vale la pena fare il bene, se è giusto continuare ad impegnarsi, tanto non cambia niente. Il male sembra manifestarsi con forza e violenza sempre di più.

S. Paolo più veniva perseguitato, deriso, invitato a tacere, più si fortificava e diventava determinato: “Salpando da Troas, puntammo dritto su Samotracia, e il giorno seguente su Neapolis;  di là ci recammo a Filippi, che è colonia romana e la città più importante di quella regione della Macedonia; e restammo in quella città alcuni giorni” (At 16, 11).

Diceva S. Caterina da Siena: “Se sarete quello che dovete essere, incendierete il mondo”. Questo è il punto di forza per affrontare e superare i momenti di fragilità e fiacca: sentire forte dentro di noi la presenza di Dio e la Sua chiamata. Non siamo soli a lottare e ad affrontare le difficoltà della vita ma è Lui, Gesù morto e risorto per amore, a starci a fianco. È Lui che ci chiama e ci trasmette la forza giusta per vivere ed agire nel bene. Rispondere a questo grande amore diventa in noi linfa, capacità di generare sogni e mai spegnerli. Ecco un modo nuovo di vivere la Pasqua nella nostra vita. Perché una piccola luce può generare molti passi e scelte “accompagnate ed ispirate” da Lui.

Quando ti accorgi che le cose le fai e vivi non per te ma per gli altri, non per metterti in mostra o per interessi personali, ma perché senti nell’anima che è giusto e nobile fare così e questo ha senso per te, stai sulla buona strada della Pasqua. Quando agisci con serenità evangelica e una cosa la fai perché se non la facessi gli altri sarebbero privati di quel piccolo contributo di amore, quando la coscienza non ti rimprovera nulla, ecco che allora stai sul “giusto cammino per amore del Suo Nome” con la compagnia del Risorto.

L’augurio è che la luce della Pasqua brilli sempre più in te e da te si estenda sempre più agli altri.

Buon cammino di Pasqua!

p. Giorgio, p. Albert, diacono Gianluigi e l’équipe pastorale

Comunicazioni di p.Giorgio